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Flat tax 15% per le Partite Iva fino a 65 mila euro e proroga di un anno dei bonus casa

16-10-2018

 

 

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di ieri sera, ha dato il via libera al disegno di legge di Legge di Bilancio 2019 ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021’ e ai due DL ‘Disposizioni urgenti in materia fiscale’ e ‘Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili’, cioè il Decreto Fiscale e il Decreto Semplificazione.

Subito dopo la seduta il Documento programmatico di Bilancio 2019 è stato inviato a Bruxelles. Vediamo le misure di interesse per il nostro settore:

Flat Tax 15% per Partite Iva fino a 65 mila euro

Il disegno di legge di Legge di Bilancio 2019 estende la soglia del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15%. Si tratta di una misura ampiamente annunciata che alza a 65.000 euro il tetto di fatturato del regime forfettario, ora fissato a 30.000 euro.

Il nuovo regime con tassazione al 15% sarà introdotto dal 1° gennaio 2019 e amplierà la platea di almeno altre 500mila partite Iva rispetto a quelle che già oggi rientrano nel regime forfettario. Dal 2020 il tetto di ricavi e compensi salirà a 100mila euro. Una norma che dovrà però prima ottenere il via libera di Bruxelles. È confermata l’aliquota del 5% per 5 anni per le nuove attività.

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e bonus verde

Il documento inviato a Bruxelles prevede la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus ristrutturazione del 50% e dell’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, sia di quelli detraibili al 65% che di quelli per i quali l'anno scorso l'aliquota è stata abbassata dal 65 al 50% (infissi, schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in Classe A e caldaie a biomassa).

Vengono prorogati al 2019 anche il bonus del 50% per mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all'arredo degli immobili oggetto di ristrutturazione e il bonus verde del 36%.

Il sismabonus non è citato nel documento, per cui riteniamo che non sia prevista alcuna novità sostanziale. La proroga non è necessaria perchè questa detrazione scade il 31 dicembre 2021.

L'orizzonte temporale delle proroghe dei bonus casa è stato prospettato nelle scorse settimane da esponenti del Governo: a fine settembre il presidente della commissione Industria del Senato Gianni Girotto (M5S) annunciava una proroga 'fino al 31 dicembre 2021 con un decalage' per tutto il pacchetto degli sconti dedicati ai lavori in casa (ecobonus, bonus ristrutturazioni e relative diramazioni), mentre pochi giorni fa, rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico hanno promesso alle imprese una 'proroga almeno biennale' delle detrazioni.

15 miliardi di euro per gli investimenti pubblici

Si stanziano 15 miliardi di euro aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico e dell’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti di investimento.

Fatturazione elettronica, IVA e Ires

Il Decreto Fiscale, tra le numerose misure, conferma al 1° gennaio 2019 l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, riducendo per i primi 6 mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici.

Dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dall’operazione alla quale si riferiscono e prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione. Si prevede che il pagamento dell’Iva slitti al momento in cui la fattura viene incassata.

Si taglia dal 24% al 15% l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabile.

Semplificazioni in materia di appalti

Il Decreto Semplificazione introduce semplificazioni in materia di appalti. Il comunicato del Governo non entra nei dettagli. Se fosse confermato quanto previsto la scorsa settimana con la Nota di aggiornamento al DEF, si tratterebbe di uno snellimento della fase di programmazione delle delibere Cipe, “con un collegamento più stretto con il lavoro progettuale delle Stazioni Appaltanti”.

La riforma - spiegava il DEF - faciliterà l’accesso delle PMI al mercato degli appalti, cosa che, secondo il Governo, limiterà anche il fenomeno del subappalto. I contratti sotto la soglia comunitaria, si legge nel DEF, verranno assegnati con una riserva di quote per le PMI, contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili. Si intende così ridurre le possibilità di deroga al Codice Appalti e introdurre il principio della territorialità, cioè gli ‘appalti a chilometro zero’.

Le modifiche al Codice degli Appalti avranno, inoltre, l’obiettivo di rendere più efficienti i pagamenti della Pubblica Amministrazione e di facilitare l’estensione della compensazione tra crediti e debiti della Pubblica Amministrazione.

640 milioni per le ferrovie e 25 milioni di euro per Genova

Con il Decreto Semplificazione viene autorizzata la spesa di 40 milioni di euro per il 2018 per finanziare la parte servizi 2016/2021, del contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e Ferrovie dello Stato. Per la parte investimenti 2017/2021, invece, si prevede la spesa di 600 milioni per il 2018.

Sono stanziati ulteriori fondi per Genova. Per la ristrutturazione dell’Autotrasporto 10 milioni di euro per il 2018 e 15 milioni per l’adeguamento dei porti.

fonte: edilportale