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Smart working e south working: rischio tsunami per il mercato immobiliare?

16-10-2020

Come influirà lo smart working sul mercato immobiliare  - photo by Parker byrd on unsplash

 

Secondo uno studio di Deutsche Bank, se il ministro del Lavoro tedesco dovesse tener fede alla sua proposta di rende obbligatorio ad un lavoratore che lo chiede di lavorare da casa, sarebbe un terremoto.

Si stima infatti che metà dei tedeschi lavorano in ufficio. Se anche solo il 50% di loro chiedesse di lavorare da casa due giorni a settimana, la domanda di spazi per uffici sul mercato edilizio tedesco si ridurrebbe del 13 per cento, 2,4 milioni di metri quadri in meno.

Una forte paralisi in un settore in cui sono in gioco corposi interessi di banche e imprese, che potrebbero traballare. Mentre il trasferimento della domanda di spazio dall'edilizia commerciale a quella residenziale determinerebbe una brusca, rovente impennata dei prezzi.

A New York a farne le spese sono stati gli immobili nei quartieri centrali. Solo a luglio, come riporta Business Insider, c’è stato un aumento del 44% delle vendite delle case nelle contee suburbane mentre le vendite in centro sono calate del 56%.

E in Italia?

Moltissimi lavoratori e studenti sono tornati al Sud: è il così detto fenomeno del south working.

Lo smart working ha svuotato le città del Nord e ripopolato il Sud e i piccoli paesi in genere. I centri città hanno subito gravi danni a causa del coronavirus, con pochi turisti, uffici mezzi svuotati e ristoranti e bar con pochi avventori.

Anche il mercato degli affitti per studenti è cambiato e ora le stanze disponibili sono molte di più rispetto allo scorso anno.

Come riportato dal Il Sole 24 Ore, solo Milano ha guadagnato 100mila residenti in 20 anni provenienti dal Sud, persone che ad oggi hanno deciso di tornare nella loro città di origine per lavorare da remoto e quindi di non consumare più a Milano. Non è un caso che proprio la città lombarda sia la più colpita da questo fenomeno.

Carlo Squeri, segretario generale di Epam-Confcommercio, ha dichiarato a Business of Milan: “In questo momento, è difficile calcolare una perdita media del comparto in città, perché ogni quartiere fa storia a sé. In pieno centro, la perdita di fatturato per alcuni locali si può misurare nell’ordine del 75% e la situazione peggiore è legata alle attività diurne, proprio perché gli uffici sono chiusi e i dipendenti non escono a pranzo”.

Tuttavia questa particolare peculiarità nostrana potrebbe ridare vita ai borghi spopolati, che grazie al lavoro da remoto e la possibilità di operare da casa potrebbero rinascere.

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